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Lo scorso
Settembre ho avuto la fortuna di partecipare ad una degustazione di vini
Barbaresco dell'annata 1999, organizzata dall'associazione "GoWine"
e curata dal "Seminario Permanente Luigi Veronelli". La serata
è stata magistralmente condotta da Gigi Brozzoni, direttore del "Seminario",
che ha guidato i partecipanti fra le vigne del Barbaresco attraverso una
selezione di vini scelti proprio per evidenziare le diverse espressioni
del terroir di produzione. Le preziose informazioni tecniche dispensate
nel corso della degustazione sono in piccola parte confluite in queste note
di
viaggio.
Il Barbaresco
Il Barbaresco,
vino a DOC dal 1966 e a DOCG dal 1980, è la seconda grande espressione
di vino monovarietale a base di uva Nebbiolo, impiegata nelle sue varietà
"lampia", "michet" e "rosè". La storia
di questo vino inizia nel 1894 con la fondazione della Cantina Sociale
di Barbaresco, voluta da Domizio Cavazza, e l'imbottigliamento delle prime
bottiglie con il nome Barbaresco stampato sulle etichette.
La zona di produzione prevista dal disciplinare della DOCG del 1980 interessa
i comuni di Barbaresco, Treiso e Neive, e la frazione San Rocco Seno d'Elvio
situata nel comune di Alba, tutti in provincia di Cuneo. In queste zone
dalla struttura tipicamente collinare, con altezze che raggiungono i 350
mt. sul livello del mare, la coltivazione di Nebbiolo da Barbaresco è
permessa solo sui pendii con esposizione solatìa, e la resa in
uva non deve superare gli 80 q.li per ettaro.
Negli ultimi dieci anni si è assistito ad un significativo aumento
della superficie vitata totale della zona, accompagnata ad un decremento
del numero di ditte iscritte all'albo produttori, dovuto ad un graduale
accorpamento dei vigneti, in passato maggiormente frazionati.
Nell'annata 1999 sono stati prodotti più di 21.000 di ettolitri
di Barbaresco, il cui commercio interessa per il 30% il mercato italiano,
e per restante 70% quello estero.
Il territorio del Barbaresco poggia in larga parte su di un substrato
roccioso, caratterizzato da marne argillo-calcaree. Le diverse percentuali
di calcare e di argilla, e alcune vene di sabbia, donano ad ogni pendio
vitato caratteristiche micro-geologiche particolari che, insieme alle
diverse tecniche enologiche utilizzate dai produttori, concorrono a creare
vini con una forte impronta personale. I nomi dei vigneti diventati famosi
hanno un sapore antico e contadino: Rabajà, Asili, Martinenga,
Secondine, Roncaglie, Santo Stefano, Gallina, Bricco, Starderi, Basarin.
La
vendemmia 1999
L'annata
1999 ha avuto, nella zona di produzione del Barbaresco, un andamento climatico
favorevole, caratterizzato per buona parte dell'anno da precipitazioni
contenute, e da una salutare alternanza di notti fresche e giornate calde
durante la vendemmia, svoltasi a cavallo fra Settembre e Ottobre. Condizioni
climatiche che hanno contribuito a dare alle uve un tenore zuccherino
sufficiente a garantire i 12,5 gradi alcolici richiesti dal disciplinare
di produzione del vino, e bucce spesse che hanno ceduto buon colore e
buona concentrazione di aromi.
Annata dunque di buona qualità, anche se non ci si aspettano vini
destinati a lunghi invecchiamenti, ma da bere nei prossimi 5-6 anni, quando
l'esuberanza giovanile si sarà appena acquietata, e non si saranno
ancora avviati processi precoci di terziarizzazione degli aromi.
I vini in
degustazione
Barbaresco
Ovello 1999, Cantina del Pino
Barbaresco Bricco Asili 1999, Aziende Vitivinicole
Ceretto
Barbaresco Martinenga 1999, Tenute Cisa Asinari
dei Marchesi di Gresy
Barbaresco Rabajà 1999, Azienda Agricola
Cortese Giuseppe
Barbaresco Brich Ronchi 1999, Azienda Agricola Albino
Rocca
Barbaresco Basarin 1999, Azienda Agricola Moccagatta
Barbaresco Currà 1999, Azienda Agricola Sottimano
Barbaresco Vigneto Starderi 1999, La Spinetta
Barbaresco Ausario 1999, Azienda vitivinicola Fratelli
Molino
Barbaresco Valgrande 1999, Ca' del Baio
La
degustazione
Barbaresco
Ovello 1999, Cantina del Pino
Frutto di macerazioni brevi e di un affinamento che si avvale sia di barrique
che di botti grandi, si presenta con un bel colore granato intenso. Al
naso si percepiscono leggere note floreali, un bel fruttato con il lampone
in evidenza su una piacevole tostatura, con richiami quasi speziati (pepe).
In bocca, la freschezza giovanile e i tannini ancora aggressivi tendono
a coprire le altre sensazioni, fra le quali riesce ad emergere le polpa
di frutta rossa: il vino è ancora alla ricerca di un suo equilibrio
Barbaresco
Bricco Asili 1999, Ceretto
Vino dal colore granato di medio vigore. Un leggero floreale con ricordi
di rosa contende il naso ai profumi di frutta rossa matura: ma a prevalere
sono le note speziate, anche qui con il pepe in evidenza, il legno generoso
e la tostatura. In bocca, la freschezza è contenuta, i tannini
sono fini e maturi, i richiami alla polpa di frutta evidenti: un vino
elegante, con una buona persistenza, più maturo del precedente.
Barbaresco
Martinenga 1999, Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy
Dopo la fermentazione, il vino ha sostato per pochi mesi in barrique per
poi essere travasato in botti di rovere di Slavonia per un anno. Colore
granato di media intensità. I profumi sono poco intensi, ma con
uno spettro veramente ampio: aromi floreali con la rosa in evidenza lasciano
il posto alla frutta rossa. Dallo sfondo emergono le note speziate, il
pepe, mentre nel finale entrano in scena gli aromi agri della carbonella
fredda. Bocca estremamente equilibrata, con tannini mansueti, freschezza
brillante ma contenuta, frutta matura e dolce come la speziatura, decisa
e con ricordi di chiodi di garofano: un vino da godere subito!

Barbaresco
Rabajà 1999, Giuseppe Cortese
Dopo la fermentazione in acciaio, il vino ha sostato per 18 mesi in botti
di Slavonia e di Allier. Colore granato scuro. I profumi sono intensi
e di ampio spettro, con tendenza dolce: rosa, frutti rossi e maturi, note
erbacee e speziate, quasi balsamiche, il tostato in finale. Vino polposo
e caldo, nella tradizione della casa, che soddisfa la bocca, con tannini
fini ma potenti, una buona corrispondenza degli aromi con quelli sentiti
al naso, con la liquirizia in primo piano, le spezie ed il legno a corollario.
Molto complesso e convincente.
Barbaresco
Brich Ronchi 1999, Albino Rocca
Vino vinificato in acciaio e fatto maturare per 20 mesi in barrique nuove
di Allier. Di colore fittissimo, colpisce subito per l'intensità
e la persistenza dei profumi. Prevalgono le note fruttate, con riconoscimenti
netti di lampone e ciliegia, compensate da una tostatura perfetta ed elegante,
con ricordi di cioccolato e caffè. I tannini sono importanti, la
freschezza esuberante, la persistenza notevole: vino ancora giovane e
capace di un lungo invecchiamento, bisognerà pazientare ancora
per apprezzarne pienamente le qualità che indubbiamente tirerà
fuori.
Barbaresco
Basarin 1999, Moccagatta
Di colore granato scuro, viene fatto maturare in barrique di primo e secondo
passaggio dopo la fermentazione in vasche di acciaio. Vino di grande eleganza
ed armonia. I profumi floreali, fruttati e tostati sono dolci, delicati
e fini: tre dimensioni che si compenetrano perfettamente. In bocca, i
tannini sono setosi e finissimi, la freschezza importante ma non aggressiva,
il carattere polposo e dolce, con un corpo strutturato, sostenuto anche
da una piacevole alcolicità. Assaggiato nuovamente pochi giorni
fa, il vino dimostra di non essere cambiato minimamente nei pochi mesi
trascorsi dalla precedente degustazione.

Barbaresco
Currà 1999, Sottimano
I due cru di Sottimano, Cottà e Currà, si contendono anno
dopo anno la palma del migliore. Quest'anno il vino in assaggio, prodotto
con le uve del vigneto Currà e maturato in barrique nuove e di
secondo passaggio per 18 mesi, non ha ripetuto il successo raggiunto con
l'annata '98. I profumi sembrano ancora chiusi, con note floreali che
richiamano la viola, frutta rossa di bosco, liquirizia dolce e una leggera
e poco elegante alcolicità. In bocca, viceversa, le sensazioni
sono quelle di un vino già maturo: tannini molto dolci, una freschezza
poco brillante lasciano il ricordo di un vino poco complesso e di più
facile beva
Barbaresco
Vigneto Starderi 1999, La Spinetta
Vino di gran classe, vinificato in acciaio e maturato in barrique, con
un colore granato vivo e limpido. L'impressione olfattiva è subito
sorprendente per l'intensità, la persistenza e la finezza dei profumi.
Lo spettro, ampio, và dalla viola alla frutta rossa dolce, dalla
cannella alla vaniglia, dalle note balsamiche alla tostatura delicata.
In bocca si apre con una trama fittissima di tannini e la freschezza perfettamente
equilibrate dal calore e dalla morbidezza. Il vino offre poi il suo fruttato
polposo e dolce, fintanto che tutte le sensazioni si fondono in una speziatura
fine ed elegante. Che persistenza!
Barbaresco
Ausario 1999, Azienda vitivinicola Fratelli Molino
Di colore granato intenso, il vino si apre al naso con richiami floreali
di viola e fiori appassiti, il lampone in evidenza fra la frutta rossa,
ed una tostatura fine e piacevole. In bocca è molto dolce e prevalgono
la ciliegia e la frutta sotto spirito, che si accompagnano ad una leggera
speziatura dove emerge il pepe. I tannini sono pungenti, ma il loro effetto
svanisce rapidamente dalle mucose, la freschezza è corretta. Vino
semplice, più pronto e meno elegante.
Barbaresco
Valgrande 1999, Ca' del Baio
Vino maturato in botti grandi di rovere di Slavonia. Di colore granato
intenso, sfoggia un corredo di profumi particolare, orientato verso il
floreale e l'etereo, con un piacevole aroma di mandorle. In bocca, i sentori
preponderanti sono quelli della frutta surmatura. I tannini fini, la freschezza
moderata, la dolcezza degli aromi, una certa densità alcolica ne
fanno un vino grasso, molto sbilanciato verso la morbidezza, e forse di
minore longevità.

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