Tutti gli storici concordano nell'attribuire ai Provana la costruzione del palazzo nobiliare eretto all'esterno delle antiche mura di Ciriè. Non risulta chiaramente documentato come, quando e perchè cedettero il palazzo; unico dato è che nel 1572 "Madama l'Amiraglia" era arrivata in Piemonte su sollecitazione di Emanuele Filiberto, il quale le diede aiuto e espitalità nel Palazzo di Ciriè. Questa signora era la Contessa Giachelina d'Antremont moglie dell'Ammiraglio Gaspare Colignì. Nel 1576 i D'Oria, conseguente a permuta con Emanuele Filiberto, presero possesso dei nuovi beni e, negli anni successivi alla permuta, provvidero a rimodernare il Palazzo che nel tempo fu mutato da secentesco a settecentesco, ornandolo di stucchi e pitture. L'influenza dei Duchi di Savoia nella ristrutturazione del palazzo è evidenziata da vari documenti alcuni di essi sicuramente probanti: il Giaffredo dichiara: "Il Palazzo di Ciriè essendo luogo di riposo e delizia, i Principi stessi provvidero a costruire ed ad onorare gli appartamenti in loro uso.
La parabola dei D'Oria, Marchesi di Ciriè e del Maro, iniziata nel lontano 1576 si conclude il 17 novembre del 1918 con la morte del Capitano dei Lancieri Tommaso D'Oria, ultimo discendente diretto della famiglia, ferito gravemente nella battaglia di Vittorio Veneto il 4 novembre 1918, giorno dell'armistizio della I° Guerra Mondiale.

In cambio dei suddetti luoghi il Duca Emanuele Filiberto riceveva il Porto di Oneglia, con le sue valli superiore e inferiore, castelli, terre et villaggi.... Questo accordo perseguito da Emanuele Filiberto dalla restaurazione del Ducato di Savoia dopo la pace di Cateau Cambresis, fu raggiunto dopo lunghe trattative. L'accordo era stato anticipato il 30 aprile 1576 da un compromesso consistente in un "contratto della Signoria D'Oneglia e Sue Valli, fra l'altezza Serenssima del Serenissimo Emanuele Filiberto Duca di Savoia e il Sig. Gio Geronimo D'Oria Signor d'essa nell'anno 1576" in cui si offriva al D'Oria la possibilità di scegliere col titolo di Marchese tra alcuni luoghi. In questo ventaglio di alternative la preferenza dei D'Oria fu data alla Castellania di Ciriè ; non arrivando essa a produrre il reddito concordato si aggiunsero la tassazioni di Cavallermaggiore e Mulazzano.
Giovanni Gerolamo D'Oria nato nel 1523, I° Marchese di Ciriè Permutante Oneglia - Ciriè nel 1576. Alla sua morte succede Stefano Andrea, che sposa Cristiana Liechtemberg ed ha nove figli. Succede Giandomenico (1594/1649) che ebbe il grado di Generale delle Galee di Savoia e fu Gran Scudiero del Principe Maurizio. Fu insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine Supremo della S.S. Annunziata. Gli succede il primogenito Giovanni Gerolamo II, Gran Maestro di Casa Savoia, Gran Croce dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro, Cavaliere dell'Ordine Supremo della S.S. Annunziata. Subentrò Giambattista Nicomede, che fu ambasciatore a Londra e successivamente Governatore di Aosta. Successore fu Giovanni Gerolamo III (1690/1735), a cui succedette Alessandro Eleazaro (1716/1802) a cui succedette il primogenito Alessandro Luigi (1788/1828), il quale morì annegato nel laghetto del parco adiacente al Palazzo insieme al suo guardacaccia accorso in aiuto. Succedette il figlio Andrea Anselmo che morendo a 36 anni senza prole cedette il Marchesato al fratello Emanuele (1826/1906). Nel 1905 emanuele ottenne che Ciriè assumesse il titolo di Città e si fregiasse dello stemma araldico. Ebbe tre figli maschi e tre femmine. Dei tre figli maschi due morirono in tenera età e il terzo morì prima del padre. Andrea sposò Giuseppina Filippi da cui nacquero nel 1888 Emilia, fattasi suora, e nel 1891 Tommaso morto in guerra nel 1918.
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